domenica 26 luglio 2009

Un'avventura lunga una vita

Sono un vecchio (solo come anzianità texiana, nonostante le divertenti e simpatiche prese in giro dei colleghi più giovani del forum di Tex) lettore di Tex, non un collezionista ma un grande appassionato delle avventure di un eroe classico ma intramontabile che fa parte della mia vita da quando imparai a leggere, anzi, come dico spesso, che mi spinse a imparare a leggere giusto per poter finalmente fare a meno della mediazione degli adulti, per poterlo gustare da me alla tenera età di sei anni non ancora compiuti. Tutto questo accadde circa trent'anni fa. Attualmente, dopo tutto questo tempo di indefessa attività di lettore, mi capita sempre più spesso di ripetere, quasi ossessivamente, una discussione con persone diverse ma uguale contenuto, quasi fosse scritta su un copione teatrale. In sostanza, mentre porto a casa il nuovo agognato numero della collana del ranger, incontro qualche conoscente che mi chiede, con un sorriso tra l'ironico e l'accondiscendente, come mai alla mia età, (che non è poi tanto veneranda, linguacce dei soliti giovincelli permettendo), cioè (figuriamoci) 36 anni, legga ancora i fumetti, anzi meglio, i giornaletti. Evito di replicare, dicendo che mi dispiacerebbe un buco nella collezione, oppure che devo affrontare un lungo viaggio in treno o che un mio ex collega di Università si trova attualmente in ospedale in osservazione e che “Sorrisi e Canzoni” e “Gente” li ha già ricevuti dalla nonna e “Crucipuzzle” e “Facili Cruciverba” dallo zio.
Scherzi (mica tanto) a parte, devo dire che Tex ed i fumetti Bonelli più in generale hanno fatto sempre parte della mia vita, ed in alcuni numeri che possiedo da sempre è possibile trovare le tracce addirittura fisiche di essa, come un poco di sangue che persi insieme ad un dentino nell'albo “Trafficanti di Armi” e gli aloni delle lacrime per una ragazza nell'albo “Thonga il tiranno”. Nonostante abbia smesso di acquistare la serie diverse volte per varie ragioni, sono riuscito, in diversi momenti e con divertentissime ricerche presso fumetterie, mercatini e soffitte, a mettere insieme una “collezione” variopinta ed eterogenea, contenente praticamente tutte le storie del ranger, se eccettuiamo qualche storia breve pubblicata su altre riviste o per particolari eventi.
Ancora oggi, dopo tantissimo tempo, mi emoziono ancora quando vedo la copertina dell'inedito che occhieggia dal solito scaffale in edicola, mi commuovo come un bambino quando rivedo le mitiche copertine di Galep o le nuove stupende copertine di Villa ancora “vive” e ancora di più quando vedo un Tex in mano ad un bambino o ad una bambina, che imparano a leggere ed i valori di uguaglianza e giustizia, che il ranger rappresenta ed ha sempre rappresentato per i suoi appassionati lettori, nello stesso tempo.
Questa serie ha attraversato ed ha accompagnato tutta la mia vita, ricordo i giorni e le occasioni in cui comprai particolari numeri, ricordo l'attesa, a volte anche protrattasi per anni, di recuperare gli albi in cui terminavano storie di cui avevo solo una parte, la delusione che provavo a volte quando il finale non corrispondeva a quello che avevo immaginato per tanto tempo. Ho amato tanto la serie ed i suoi personaggi fantastici, il grande Kit Carson, brontolone e pessimista ma generoso ed umano anche più dello stesso protagonista, Kit Willer e Tiger, due tizzoni d'inferno alternativamente protagonisti o semplici pedine a seconda delle circostanze, e poi El Morisco, Montales, Cochise, Tom Devlin, Mefisto, Proteus, Yama eccetera eccetera. E Naturalmente Tex, l'infallibile e implacabile raddrizzatore di torti, che avrei voluto almeno diecimila volte al mio fianco.
Tutto questo amore e questa passione, per me durati tutta la mia vita e tuttora inscalfiti, non possono essere banalizzati con la frase “leggi ancora i giornaletti alla tua età”. Questo “fumetto” mi ha dato tanto e insegnato tanto, in particolar modo a livello di valori come la fratellanza e la giustizia, ha stimolato la mia fantasia ed ha reso più sopportabili i momenti difficili e più esaltanti i momenti felici, ed è ancora in grado di compiere questo incantesimo, nonostante siano passati gli anni e tanta acqua sotto i ponti.
Questa è la grande magia che Tex è in grado di realizzare, intrecciarsi alla vita di un bambino ed essere là anche quando le tempie ingrigiscono con la stessa vitalità. Che in fondo al cuore porta probabilmente anche colui che si meraviglia della mia copia di Tex, e che basterebbe poco a risvegliare, se si lasciasse andare come io non ho mai smesso di fare per vivere con i pard un'avventura lunga, appunto, letteralmente tutta una vita.

l'immagine reppresenta la copertina di Tex 400 © Sergio Bonelli Editore

venerdì 3 luglio 2009

Oggi Anselma dell’Olio, domani Jonathan Swift (un futuro migliore è possibile!)

La promessa era quella di scrivere un post. Il proposito era quello di scrivere un post su Swift, autore amato dall’amministratore di questo blog ma ancora incompreso dalla minoranza illuminata che visita questo convegno libero. Questo fino a stamattina.
Stamattina però sono andata dalla parrucchiera e questo ha avuto due conseguenze: la prima è che sono molto più bella, la seconda è che lì ho potuto leggere l’articolo di Anselma Dell’Olio su Grazia. La moglie di Giuliano Ferrara sostiene che Berlusconi e Obama non sono poi così diversi. E' senz’altro un'opinione originale, io direi pure infondata (ed infatti suffragata da esili argomentazioni); ciò che mi ha infastidito è stata una frase: si dice che Berlusconi è “dalla parte dell’America ancora prima di sapere da che parte stia”, messa così, tra virgolette, fa pensare ad una frase uscita direttamente dalla bocca prudente di Berlusconi.
Io, prima di stare con l’America, lo voglio sapere da che parte sta l’America. E non solo con l’America, prima di stare con la Cina, con Cuba, prima di stare con Putin o con Gheddafi o con il candidato sindaco del mio paese. Come si può pensare di camminare insieme a qualcuno ignorando l’obiettivo verso cui è diretto?
Sono infastidita perché percepisco diffusa tra i politici l'abitudine di fare scelte senza dare spiegazioni. Non posso capirle o potrebbero non piacermi?
Dicono morte le ideologie ma poi si chiede un appoggio aprioristico, ideologico.
E c’è Tremonti che dice di Berlusconi: «il legame tra noi non è solo politico, va oltre le questioni tecniche. È un rapporto personale, non modificabile». Non mi rassicura questo tipo di governo stabile, mi preoccupano i legami d’amicizia al potere perchè possono diventare complicità.
E c’è Debora Serracchiani che sostiene il candidato alla segreteria del PD più simpatico. Grazie per la dritta, se mai dovesse invitarmi a prendere una pizza, accetterò; ma perché dovrei votarlo?

http://grazia.blog.it/2009/06/25/e-se-vi-dicessi-che-berlusconi-e-obama-non-sono-poi-cosi-diversi/

http://www.corriere.it/politica/09_giugno_17/05_PRIMO%20PIANO_VERDE_9614cf52-5afd-11de-8305-00144f02aabc.shtml

http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/partito-democratico-29/parla-debora/parla-debora.html