lunedì 13 ottobre 2008

I viaggi nel tempo e la figura di John Titor 1

Argomento molto interessante quello dei viaggi nel tempo, che non ha mai smesso di affascinare gli uomini.
Si dice correntemente che i viaggi nel tempo non siano impossibili alla luce delle leggi fisiche attualmente accettate ed in particolare della teoria della relatività. Si aggiunge anche che, però, questi viaggi sarebbero assolutamente impossibili alla luce delle conoscenze tecnologiche attuali, e non è facilmente prevedibile che lo siano presto. Naturalmente sono perfettamente consapevole che i pronostici sono fatti per essere smentiti e che lo sviluppo tecnologico avverrà ad un tasso difficilmente prevedibile oggi, ma, insomma, non sembriamo affatto in dirittura d'arrivo nella realizzazione di questo tipo di spostamento. Vi sono, inoltre, tutta una serie di paradossi, di tipo filosofico e concettuale, che rendono molto problematico riflettere sugli effetti di questo tipo di viaggi, sia su chi li compie che sul resto dei soggetti coinvolti loro malgrado. Asimov ne descrive uno interessante ne "La fine dell'eternità". Se qualcuno viaggia a ritroso nel tempo ed incontra se stesso, la versione più giovane saprà che dopo un certo tempo facilmente stimabile sarà ancora vivo e si incontrerà nel passato. Quindi sarà legittimato a correre tutti i rischi più pazzeschi di morire, tanto sa perfettamente che sopravviverà. Uguale significato ha il paradosso del nonno, la situazione in cui qualcuno torna indietro nel tempo ed uccide suo nonno. Allora lui non nascerà più, per cui c'è da domandarsi chi abbia ucciso suo nonno.
Se in futuro si inventerà il viaggio nel tempo, dove sono ora i viaggiatori spaziali? Come mai il presente non ne pullula ancora? Significa che nessuno tornerà indietro nel tempo sino alla nostra epoca?
Asimov stesso, nell'opera citata, enuncia il concetto della cosiddetta "Censura cosmica". Tornando all'esempio in cui qualcuno incontra se stesso nel passato, è chiaro che il corso degli eventi dovrà cambiare per evitare che avvenga questo incontro, altrimenti lo svolgersi degli eventi nel tempo incorrerebbe in un paradosso insanabile.
In questo stesso modo, se qualcuno cercasse di uccidere suo nonno dopo essere tornato indietro nel tempo, cambierebbero gli eventi passati e presenti in modo che l'omicidio non possa mai avvenire. Perché assolutamente non può verificarsi un paradosso temporale come quello descritto.
Se questo ragionamento ci disturbasse e la volessimo vedere in un altro modo, pensiamo ad un viaggiatore del tempo che tornasse indietro nel tempo all'anno 1800. Ammettendo di riuscire a ripercorrere tutto lo spazio che la terra ha percorso da allora e non ritrovarci nel 1800 sospesi nel vuoto cosmico, incontrerebbe tanta gente oggi defunta, si troverebbe in una terra completamente diversa eccetera.
Queste persone e questi luoghi dovrebbero tornare a vivere ed ad essere come allora solo per lui? Come è possibile ridare la vita a chi non c'è più?
Questo genere di problemi hanno spinto qualcuno ad ipotizzare che i viaggiatori nel tempo non ritornino indietro o vadano avanti nel tempo in questo universo, ma si spostino in uno dei tanti universi paralleli che si trova più avanti o più indietro nel tempo. Questo risolverebbe quasi tutti i paradossi, anche se si dovrebbe accettare che anche con i viaggi nel tempo il passato è immutabile, infatti lo si può mutare solo in un altro universo.
Nel 2001, in un forum su internet, ha iniziato a postare un singolare utente. Timetravel_0 è il suo nickname iniziale, che presto si trasformerà in JohnTitor. La persona che posta con questo nick sostiene di essere un soldato tornato indietro dal 2036 al 1975, per recuperare un particolare computer portatile dell'epoca, e di aver fatto tappa nel 2000 presso la sua famiglia, incontrando se stesso bambino.
Il presunto viaggiatore spaziale si dilunga anche nella descrizione della storia futura (per noi) dal 2001 al 2036.


continua...

l'immagine è stata postata da Titor nel forum in cui scrisse, e rappresenta lo schema di funzionamento dell'unità di distorsione temporale.



sabato 4 ottobre 2008

Auguri a Tex per i suoi sessant'anni

Tex Willer ha compiuto sessant'anni. Lo storico evento è avvenuto il 30 settembre 2008, visto che Tex ha visto la luce il 30 settembre 1948, nelle edicole italiane.
Sessant'anni di vita editoriale, 575 numeri nella serie regolare, un bel Maxi Tex di Claudio Nizzi ed Ugolino Cossu in edicola, la "collezione storica a colori" di "Repubblica" che rischia di continuare all'infinito dai 50 numeri previsti all'inizio sono solo alcuni dei numeri della festa.
Il capo bianco dei Navajos è un grande personaggio e sono grandi anche gli altri pard, a cominciare dal vecchio bufalo, che hanno accompagnato la mia vita da quando ero bambino, ora tutta la collezione variopinta e colorata mi guarda sorniona alla libreria, e sono debitore a questa collana di una moltitudine di emozioni. Il numero di settembre, il 575, in cui si trova un bel flashback con il ritorno della amata moglie indiana Lilyth ed, in allegato, un libro scritto da G.L. Bonelli e non più ristampato dal 1951, "il massacro di Goldena", è ancora in edicola, e rappresenta il numero celebrativo dei sessant'anni di un pezzo di storia del fumetto europeo.
Grazie Tex e grazie alla Sergio Bonelli Editore, che tutti i mesi ci restituisce la possibilità di sognare con i quattro tizzoni d'inferno.
L'immagine rappresenta la prima striscia (versione non censurata) in cui Tex fece la sua apparizione in un epoca ormai lontanissima della nostra storia, fa sempre piacere rivedere questo storico incontro di Tex con il pubblico che l'avrebbe reso un mito. L'ho postata a titolo di omaggio e come augurio per questa splendida collana.
Auguri Aquila Della Notte, che tu possa sopravvivere altri cento anni, e noi con te, e che la tua pista sia lunga e diritta.


Per l'immagine © Sergio Bonelli Editore ringrazio il pard Ym per la stessa.