sabato 28 giugno 2008

Paracelso tra il vecchio e il nuovo

La figura di questo medico svizzero, ubriacone e dissoluto quanto geniale ed innovativo, presuntuoso ed odiato quanto capace ed eterodosso, mi ha affascinato sin da quando ero ragazzino.
Con un nome impossibile, Philippus Aureolus Teophrastus Bombastus von Hohenheim, si attribuì il soprannome di “Paracelso”, cioè “meglio di Celso”, medico del primo secolo dopo Cristo, con la sua consueta “modestia”. Riuscì a farsi odiare da tutti, colleghi e studenti, ma riuscì anche a curare le malattie in maniera fantasiosa ed eterodossa, guadagnandosi la stima dei più illuminati ed il disprezzo dei medici a cui aveva fatto fare brutta figura. Singolare la sua convinzione di essere il migliore di tutti i tempi, venuto al mondo non per migliorare, ma per superare e rendere carta straccia le opere di chiunque lo avesse preceduto. Si dice che chiedesse ai suoi allievi di bruciare i testi di Galeno ed Avicenna, oppure che lo facesse lui stesso durante le lezioni. Strana per i suoi tempi anche l'idea che per curare un uomo bisognasse conoscere tutte le arti, dalla filosofia all'astronomia. Sosteneva di aver trovato il modo per produrre la vita in vitro, con sistemi legati all'alchimia, mentre gli altri sostenevano che avesse trovato la pietra filosofale. Non si sa se riuscì in queste imprese, ma le sue intuizioni furono moderne e all'avanguardia anche perché procedette per la sua strada a mente aperta e senza gli schemi consueti, e questo non gli fu affatto perdonato dai suoi colleghi. Chiaramente il suo fascino non sta nella sua presunzione e neanche nel solco che riuscì a scavare tra sé e gli altri che lo condusse all'alcolismo e probabilmente alla morte. Il suo fascino sta nella rottura degli schemi precedenti, nell'essere un rivoluzionario e un innovatore radicale, nell'aver voluto rifondare la scienza medica dalle fondamenta, in un periodo storico di transizione tra il vecchio ed il nuovo sistema di pensiero scientifico, in cui il “vecchio” era molto più forte del nuovo. In questo senso, a costo di rendersi inviso a tutti, andò avanti dritto come un fuso, dimostrando a più riprese la sua grandezza di medico e chirurgo all'avanguardia.
Siamo d'accordo che i pilastri su cui desiderava compiere questa rivoluzione fossero imbevuti di idee magiche, astrologiche ed alchimistiche, ma non si può negare che la sua forza dirompente lo abbia reso un grande: anzi , una grossa parte dell'interesse nei suoi confronti è legata proprio alla componente “magica” del suo pensiero che, evidentemente, non ha perso il suo smalto attraverso i secoli. Un singolare miscuglio, insomma, tra vecchio e nuovo, nel quale entrambi contribuiscono fortemente a rendere interessante la sua figura.


martedì 17 giugno 2008

Indebitamento e risparmio oggi in Italia

In Italia, il tasso di indebitamento delle famiglie è cresciuto di almeno il 100% dal 2002 ad oggi, almeno secondo alcune stime. Il che significa che da qualche anno nel nostro paese si risparmia meno e ci si indebita di più. Quali possono essere le cause di questo fenomeno? È preoccupante oppure no, è transitorio oppure destinato a durare a lungo? Sicuramente tra le cause vi è una crescita dei prezzi ed una riduzione dei saggi di interesse. All'improvviso i prezzi sono cresciuti ed è diventato problematico consumare quanto prima. Attingere ai risparmi è stata la prima mossa, terminati questi si è passati all'indebitamento. Da qualche anno risparmiare non conviene, conviene indebitarsi. Almeno, in regime di bassi tassi di interesse attivi sui conti bancari è logico non risparmiare più di tanto, mentre conviene indebitarsi vista la crescita attesa dei prezzi molto alta, che riduce gli interessi passivi praticamente a zero una volta deflazionati. I bassi tassi di interesse favoriscono gli stati indebitati come il nostro, dato che riducono la spesa annuale per il debito pubblico, e dovrebbero favorire la crescita, proprio aiutando il credito. Ma la fiducia è poca e si cresce quasi zero lo stesso. Senza contare che il minore risparmio influenza negativamente la crescita nel medio lungo periodo. In compenso è semplice indebitarsi, e i prezzi continuano a salire. Non credo la BCE voglia aumentare i tassi di interesse più di tanto, dato che l'Euro è fortissimo rispetto al dollaro. Stanti così le cose, l'incentivo ad indebitarsi sembra destinato a durare a lungo.
Nel mercato immobiliare credo sia andata proprio così: gli affitti,improvvisamente sono diventati più o meno uguali ad una rata media di mutuo. Allora tutti hanno deciso di comprarsi casa indebitandosi, determinando un periodo di altissimi prezzi per gli immobili, stante l'impossibilità di creare in pochi anni centinaia di migliaia di unità abitative dal nulla. Ora, basterebbero un po' di crisi di insolvenza in più per mettere a rischio tante imprese e la stabilità della borsa valori. Situazioni di alta crescita dei prezzi con politiche monetarie espansive a monte e a valle non sono tanto normali né tanto studiate, che mi risulti. Siamo in periodo di stagflazione senza strette monetarie, anzi, con congiunture internazionali sfavorevoli tendenti ad aggravare il problema, quali l'aumento del petrolio e dei prezzi dei prodotti agricoli. Non si cresce e i prezzi crescono, nessuno raffredda le aspettative inflattive e i prezzi galoppano. E tutti i cittadini sono costretti ancora a far ricorso al credito, e se non lo facessero la crisi si aggraverebbe ancora. Forse dovremmo auspicare spinte inflattive negli Stati Uniti, con conseguenti aumenti del tasso di interesse là ed anche qua, pena la svalutazione assoluta dell'euro. Allora forse ci sarebbe più equilibrio tra risparmio ed indebitamento, in un regime di tassi di interesse più alti. Prima o poi il dollaro si dovrà riapprezzare, altrimenti dobbiamo concludere che ci hanno regalato dei dollari e non li rivogliono indietro.
Aspetto da sei o sette anni, ma questo non è avvenuto mai. Il perché non mi è chiaro, capisco le aspettative negative, ma per quanto? Non riesco davvero a spiegarmelo.
Diversamente, mi aspetto che l'alta crescita dei prezzi e i bassi tassi di interesse continuino ad incentivare massicciamente la crescita dell'indebitamento degli italiani.

immagine da http://www.wpclipart.com/

martedì 10 giugno 2008

La triste e dolce fine della scuola

Oggi è terminata la scuola nella mia regione. Per me che ci lavoro è un evento che merita due parole di commento, che tendono a trattare l'argomento in maniera un po' più ampia del semplice fatto contingente. Il mio non vuole essere un cahier de doléance. Non mi voglio lamentare. Penso solo al grande privilegio che è stato per me lavorare con i bambini della scuola primaria. Per me che ho conseguito il diploma magistrale come secondo diploma e che, quando entrai di nuovo in una scuola elementare dopo tanti anni, ricevetti una specie di folgorazione. Fino ad allora avevo sempre visto dei bambini presi singolarmente. Ora vedevo l'infanzia. I bambini, dopo pochi giorni di tirocinio, mi fermavano per strada e mi salutavano dalla distanza di un chilometro. Uscii da scuola un giorno che nevicava (solo nel piazzale ed ero un semplice tirocinante) per giocare a palle di neve con dei ragazzi che passavano. Tutta la scuola tifava per me. Mi scrivevano nei testi che ero bellissimo, mi disegnavano snello, biondo, mi ascoltavano con le orecchie spalancate.
Non erano tutte rose e fiori, però... tenere una classe non è facile, quando ero da solo con me facevano il carnevale. Checché se ne dica, se non lo si è fatto mai o se non si ha un carattere autoritario per natura, tenere una classe, anche tranquilla, è una piccola impresa. I bambini sono spietati, ti faranno impazzire con il sorriso sulle labbra.
Oggi ho lasciato una classe. Sono precario, tornerò mai in quella scuola in tempo per ritrovarli? Inutile dire che provo già nostalgia. Pochi giorni fa un alunno di una ex classe mi ha detto: "Eri il più bravo di tutti". Mi ha fatto piacere ma mi ha commosso fino alle lacrime. Perché significava: "Sei andato via ferendoci, abbiamo avuto nostalgia e ci hai deluso, ora l'abbiamo superata anche se un po' di ruggine è rimasta. Ma ti portiamo ancora nel cuore." L'ho capito anche da altri particolari, naturalmente, ma la frase mi ha colpito per la sua chiarezza... per me.
I bambini... invecchio ma mi disegnano giovane. Ingrasso ma mi vedono magro. Mi vedono con gli occhi del cuore, e anche io sono felice del legame affettivo che si instaura naturalmente e che per loro è indispensabile. Mi pare anche per me, ora.
Adoro vedere i loro occhi curiosi e il fiato sospeso quando leggo Pinocchio o racconto le favole. O suono la chitarra e cantiamo le canzoni che erano già vecchie quando era giovane mio nonno.
È un privilegio vedere il mondo con gli occhi dei bambini. Sono occhi sorpresi e meravigliati, affettuosi ma inconsapevoli del bene e del male, ed è un lavoro difficile e delicato insegnargli a vedere con occhi adulti, ma è la loro visuale del mondo che è davvero impagabile.
Non sono mai stato ricco come quando una classe mi è letteralmente saltata addosso durante un cambio di turno. È FANTASTICO. Invito tutti coloro che non ci credono ad un test di prova: l'esito potrebbe essere, per loro, una grossa sorpresa.


immagine da http://www.wpclipart.com

mercoledì 4 giugno 2008

Intelligent Design e Pastafarianesimo

Il "Disegno Intelligente" poggia le sue radici sull'asserzione che le teorie evoluzionistiche non reggono quando cercano di spiegare alcuni fatti. Il principale bersaglio delle critiche è la selezione naturale, non adatta a spiegare l'evoluzione di forme di vita (o anche solo di organi) complessissime a partire da forme di vita elementari. Ad aumentare la confusione, spesso la selezione naturale è chiamata semplicemente caso, quasi a voler affermare che la stessa sia un processo assolutamente stocastico e niente affatto caratterizzato da un senso logicamente ricostruibile, da premesse e da esiti. Invece la teoria del "disegno" dovrebbe spiegare tutto ciò in maniera scientificamente inequivocabile. E come? Semplicemente rispolverando una vecchia "prova" dell'esistenza di Dio, formulata nella sua forma più nota da Tommaso d'Aquino. Si tratta della prova teleologica, parolone che significa semplicemente "che riguarda le cause finali", cioè l'argomento del progettista divino (per cui, detto per inciso, il termine intelligent design dovrebbe tradursi progetto intelligente, ma ormai il movimento è noto in Italia con la traduzione sbagliata).
Osserviamo un essere umano e la sua complessità, guardiamo un suo occhio e la sua perfezione e ci convinceremo che non può essersi prodotto casualmente. Per cui qualcuno deve averlo progettato, e ci deve essere un progettista davvero perfetto dietro la sua mirabile perfezione. Il problema più grosso di questo genere di argomentazioni è che, a loro volta, non spiegano a dove provenga il progettista, il quale è talmente perfetto da apparire progettato, e già Kant aveva praticamente smontato la "prova" nel '700. Inoltre la "selezione naturale" non è il semplicemente "il caso", ma un meccanismo tramite il quale è possibile spiegare la complessità delle forme di vita senza ricorrere a "prove" come quella teleologica, e, per quanto il tale meccanismo appaia oggi molto più complesso di quanto pensava Darwin, vi sono argomentazioni sufficientemente solide circa la sua consistenza. Il fatto che i batteri diventino resistenti alla penicillina è spiegato molto bene dalla selezione naturale, per esempio, mentre lo è molto meno dalla teoria del divino artefice.
Ora, per quanto la teoria dell'evoluzione sia chiamata così, non lo è perché è una chiacchiera o una fola, bensì perché è una teoria scientifica, come la teoria della relatività, ed è chiamata così perché nella scienza tutto è soggetto a possibile confutazione, anzi deve esserlo, per cui non si parla mai di verità scientifiche ma di teorie scientifiche. Gli evoluzionisti non affermano che la a selezione naturale sia un processo puramente casuale, nel senso che vada a casaccio, ma, al contrario, la utilizzano come spiegazione di alcuni fatti che, in sua assenza, dovrebbero essere spiegati, piuttosto male peraltro, solo postulando divini artefici e demiurghi.
Diverse pronunce di corti statunitensi hanno sancito che l'intelligent design è considerabile una teoria parascientifica, e che essa è solo una altro nome del creazionismo, dottrina religiosa più che legittima ma che non può essere considerata "scientifica", in quanto né dimostrabile nè confutabile.
Ciò detto, la decisione del consiglio scolastico del Kansas, nel 2005 di insegnare il creazionismo ha convinto il "profeta" Bobby Henderson a proporre l'insegnamento anche della sua religione rivelata, il "Pastafarianesimo", religione da lui inventata per protestare contro la suddetta decisione. La divinità principale della sua religione è "Il mostro volante degli spaghetti", creatore del mondo e seminatore delle prove a favore dell'evoluzione naturale, fatte apposta perché la teoria sbagliata fosse formulata. Questa religione promette un paradiso con un vulcano di birra e una fabbrica di spogliarelliste*, ed un inferno con gli stessi elementi, ma con birra stantia e spogliarelliste con malattie veneree. Quello che colpisce, è che, alla fine, la sua religione propone sempre una teoria dell intelligent design, e non vi è modo, in astratto, per decidere una volta per tutte che "il mostro volante degli spaghetti" non esista e nemmeno che non sia la "causa prima" tirata in ballo dai fautori dell'intelligent design. Considerazione che dovrebbe chiarire una volta per che la scienza e scienza e che la fede e fede, e che le due cose andrebbero nettamente separate, onde evitare questo tipo di esiti paradossali.

* Grazie a grendel!


immagine da http://www.wpclipart.com/

martedì 3 giugno 2008

Giordano Bruno e la libertà di opinione

Giordano Bruno viene arso vivo come eretico il 17 febbraio 1600 in piazza Campo dei Fiori a Roma, senza abiurare e con grande coraggio, dovuto anche al suo carattere fiero e ribelle.
Il suo pensiero non può essere considerato scientifico, non esisteva ancora la scienza moderna, e il suo abbracciare la tesi copernicana può essere considerata una presa di posizione filosofica, assolutamente non basata su dati sperimentali; d'altronde il metodo scientifico è a lui successivo. Eppure quest'uomo è diventato un martire della ragione contro le persecuzioni di stampo religioso. Religioso lo è stato, frate domenicano, ma proprio mentre indossa l'abito mette in dubbio il dogma della Trinità e difende le tesi di Ario, considerato eretico dalla Chiesa. Mette in discussione Aristotele e la sua concezione del mondo come chiuso e immutabile, ipotizzando un universo infinito. Naturalmente tutte queste affermazioni sono intollerabili per le confessioni cristiane dell'epoca, ed in particolare per la Chiesa Cattolica. Non accetta mai di ammorbidire le sue tesi, ed è costretto ad una vita nomade, tra paesi cattolici e protestanti, dovendo spesso abbandonare entrambi. Si sono dette tante cose sulla scarsa fondatezza delle sue idee, ma di certo non meritava la fine che ha fatto. È sicuramente un martire, ed un martire della ragione contro la mordacchia che, per inciso, gli fu messa nel suo ultimo giorno di vita, mentre veniva condotto al rogo. Per quanto non avesse, spesso, motivi più solidi dei suoi persecutori per affermare ciò che affermava, è un fatto che su alcuni temi avesse più che ragione e che fu giustiziato a causa delle sue idee.
Dopo pochi anni Galileo verrà costretto ad abiurare. Ma ormai un seme è stato gettato, un seme che germoglierà negli anni e nei secoli successivi, mettendo in crisi concezioni tradizionali e producendo quella mirabile cosa che è la rivoluzione scientifica e tecnologica, che ci consente, per inciso, di comunicare a distanza come gli specchi dei maghi.
La sua fine dovrebbe essere di monito per chi si oppone al libero pensiero in nome di una qualunque ortodossia. Qualunque tesi, anche quella che appare più solida e dimostrata, potrebbe, da un momento all'altro, rivelarsi erronea ed essere capovolta dall'osservazione di fatti nuovi, oppure da una diversa e migliore interpretazione di quelli già noti. Inoltre, il fatto di essere nel torto non giustifica i nostri persecutori. Sarebbe una cosa ottima che in nessuna parte del mondo accadesse più che qualcuno pagasse in maniera cruenta o dolorosa il fio avere idee discordanti dalla maggioranza. La libertà di opinione e di manifestazione del pensiero, tutelata dalla nostra costituzione, è un valore davvero condivisibile, ed io personalmente mi sento di rendere omaggio ad uno dei suoi martiri.


immagine di pubblico dominio riportata da Wikipedia.