Mi sento italiano. Sono orgoglioso di essere italiano. Per quanti difetti possa avere questa nazione bellissima e piena di problemi, sono orgoglioso di questa appartenenza.
Sarà anche un fatto irrazionale, basato su un sentimento, l'appartenenza appunto, ma questo orgoglio è dentro di me. In subordine mi sento sardo. Molti miei corregionali non saranno d'accordo, ma non possono opporre argomenti razionali al mio sentimento di appartenenza, possono solo ribadire il loro, altrettanto irrazionale quanto quella di chiunque altro.
A questo proposito, mi piace da morire quando Branduardi e Ligabue cantano un pezzo di "Barones sa tirannia", molto bene il primo, piuttosto rocambolescamente il secondo, con pronunce poco ortodosse e inciampi vari... Ma va benissimo così.
Mi fa piacere che un testo come barones sa tirannia, scritto a seguito dei moti angioiani e contro i feudatari ed il governo piemontese della fine del '700, venga cantato da chi non è sardo, ma è italiano come mi sento io.
Come non indignarsi contro il governo piemontese che considerava l'isola territorio di conquista, assegnando i posti di comando a chi si era comportato male nelle altre regioni del regno, come non indignarsi contro i feudatari che, lungi dal reagire alle vessazioni verso i sardi, si alleò con i piemontesi mantenendo i propri privilegi? Ma è un'indignazione che oggi tendono a provare anche coloro che sono piemontesi da 100 generazioni. Il fatto che la Sardegna sia diventata una regione d'Italia, in seguito, è un fatto che giudico molto positivamente, anche se molti passi devono essere ancora compiuti fatti per avvicinarci al resto d'Italia e assolutamente non per allontanarci come vorrebbero i partiti indipendentisti. Le cui idee rispetto ma non riuscirò mai a condividere.
Mi piace molto che un brano della letteratura in lingua logudorese sia stato cantato da questi grandi artisti. Mi fa sentire che non siamo poi tanto lontani da quella nazione che è la nostra, di cui condividiamo valori e disvalori, specie con le contrade che sono state a lungo sotto il dominio spagnolo, oltre a condividere con essa il bene ed il male, momenti belli e momenti tristi.
Sarebbe bene che tutti ricordassimo che i sentimenti di appartenenza non si escudono a vicenda e che le spinte secessioniste lasciano sempre dietro di sé strascichi pesanti, che difficilmente vengono bilanciati dai presunti benefici di tali operazioni.
Sarebbe bene cementarla, questa Italia, non pensare a smontarla. Se lo smembramento dovesse avvenire, avverrebbe o in nome di spaventose idee nazionalistiche o in nome di biechi interessi economici.
Di entrambe le cose, sinceramente, ho il sacro terrore.
E credo che questo sentimento abbia, purtroppo, basi molto più razionali del semplice senso di appartenenza.
Sarà anche un fatto irrazionale, basato su un sentimento, l'appartenenza appunto, ma questo orgoglio è dentro di me. In subordine mi sento sardo. Molti miei corregionali non saranno d'accordo, ma non possono opporre argomenti razionali al mio sentimento di appartenenza, possono solo ribadire il loro, altrettanto irrazionale quanto quella di chiunque altro.
A questo proposito, mi piace da morire quando Branduardi e Ligabue cantano un pezzo di "Barones sa tirannia", molto bene il primo, piuttosto rocambolescamente il secondo, con pronunce poco ortodosse e inciampi vari... Ma va benissimo così.
Mi fa piacere che un testo come barones sa tirannia, scritto a seguito dei moti angioiani e contro i feudatari ed il governo piemontese della fine del '700, venga cantato da chi non è sardo, ma è italiano come mi sento io.
Come non indignarsi contro il governo piemontese che considerava l'isola territorio di conquista, assegnando i posti di comando a chi si era comportato male nelle altre regioni del regno, come non indignarsi contro i feudatari che, lungi dal reagire alle vessazioni verso i sardi, si alleò con i piemontesi mantenendo i propri privilegi? Ma è un'indignazione che oggi tendono a provare anche coloro che sono piemontesi da 100 generazioni. Il fatto che la Sardegna sia diventata una regione d'Italia, in seguito, è un fatto che giudico molto positivamente, anche se molti passi devono essere ancora compiuti fatti per avvicinarci al resto d'Italia e assolutamente non per allontanarci come vorrebbero i partiti indipendentisti. Le cui idee rispetto ma non riuscirò mai a condividere.
Mi piace molto che un brano della letteratura in lingua logudorese sia stato cantato da questi grandi artisti. Mi fa sentire che non siamo poi tanto lontani da quella nazione che è la nostra, di cui condividiamo valori e disvalori, specie con le contrade che sono state a lungo sotto il dominio spagnolo, oltre a condividere con essa il bene ed il male, momenti belli e momenti tristi.
Sarebbe bene che tutti ricordassimo che i sentimenti di appartenenza non si escudono a vicenda e che le spinte secessioniste lasciano sempre dietro di sé strascichi pesanti, che difficilmente vengono bilanciati dai presunti benefici di tali operazioni.
Sarebbe bene cementarla, questa Italia, non pensare a smontarla. Se lo smembramento dovesse avvenire, avverrebbe o in nome di spaventose idee nazionalistiche o in nome di biechi interessi economici.
Di entrambe le cose, sinceramente, ho il sacro terrore.
E credo che questo sentimento abbia, purtroppo, basi molto più razionali del semplice senso di appartenenza.










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