mercoledì 9 luglio 2008

La stagflazione ritorna !

Stagflazione. Come dopo le crisi petrolifere degli anni '70. Il ritorno ad alti tassi di inflazione senza crescita economica preoccupa sia Draghi che Trichet. Non c'è crescita eccessiva o sovraoccupazione dietro l'aumento dei saggi di inflazione, c'è semplicemente l'aumento del prezzo delle risorse che aumenta i costi per le imprese ed i cittadini, e pregiudica, al contrario, le prospettive di crescita.
La banca centrale europea ha aumentato il tasso di sconto dello 0,25%, e questa mossa in effetti è apparsa a molti una mossa antiinflazionistica piuttosto discutibile nel caso concreto.
È vero che la troppa liquidità in giro può portare ad una sovrapproduzione ed una occupazione oltre il livello di disoccupazione naturale, il che a sua volta può condurre all'aumento dei prezzi, ma in questo caso non si registra né una né l'altra, la crescita del livello generale dei prezzi dipende dalle materie prime. Punto.
La mossa della BCE ha, allora, probabilmente, la funzione di ridurre le aspettative di inflazione, cruciali nella stagflazione, dato che l'inflazione non si ridurrà mai se ci si aspetta che ci sarà. Aspettative di crescita dei prezzi, infatti, porteranno ad un aumento costante da parte di chi li stabilisce, in particolar modo nei mercati poco concorrenziali, e, date le premesse, c'è il rischio di innesco un circolo vizioso.
La mossa della BCE dev'essere tempestiva, ed infatti in un certo senso lo è stata, anche perché i margini di manovra sono ristretti, anche per evitare che massicci afflussi di capitale apprezzino l'euro ancora più di oggi. Il che sarebbe pericoloso perché, pur riducendo la bolletta energetica affievolirebbe il commercio con le zone non-euro, già messo a rischio dalla crescita dei prezzi. Il che non sarebbe certo un bene per le prospettive di crescita già non esaltanti.
Siamo sempre vulnerabili, nel breve periodo, se vi sono tempeste nei prezzi dell'energia, anche se nel medio periodo ne siamo sempre usciti addirittura con dei vantaggi, riprendendo a pagare il petrolio ai prezzi di prima (naturalmente deflazionati nel calcolo) e avendo preso nel frattempo dei provvedimenti per ridurre la dipendenza.
Mi aspetto che si facciano anche ora delle mosse per ridurre la stessa, ma saranno incisive solo se gli alti prezzi del petrolio proseguiranno a lungo. Altrimenti sarà l'ennesimo shock destinato a rientrare.
In questo quadro, la mossa della BCE, di monito e che agisce sulle aspettative senza esagerare ma intervenendo abbastanza tempestivamente, mi pare molto azzeccata.
Non condivido le critiche, anche se mi rendo conto che è una medicina amara.
Speriamo dia il giusto messaggio, altrimenti, credo, saremo costretti ad assaggiarla ancora ed ancora. E non solo essa, anche i suoi effetti collaterali sulla crescita delle nostre economie, che già non vanno a gonfie vele.

immagine da http://www.wpclipart.com/

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